La crisi di metà impresa - KeepBrave - KeepBrave - Paola Gianotti

Vai ai contenuti

Menu principale:

La crisi di metà impresa

Pubblicato da in 48 Stati - 48 Giorni - 48 Bici ·
Sono lunghi 12.000km... soprattutto quando si arriva a metà. Perché non sai se pensare a tutto quello che hai già fatto o a tutto quello che ancora ti aspetta. Sono in quella fase di scarico motivazionale che è difficile da gestire. Oggi è stato il diciassettesimo giorno di vento contro. Troppi giorni. Sopratutto quando il panorama intorno a te per circa 3.500km è sempre lo stesso. In questi giorni trovo poca motivazione in quello che faccio e mi pesano il vento, le salite, il caldo, le strade trafficate. Smetterei di pedalare spesso nella giornata. Alle 11 inizia il gran caldo. Il vento non molla mai. Più si va avanti con la giornata più diventa forte. E' caldo. Pedalo da 24 giorni per 14 ore al giorno in media. Dormo circa 5 ore per notte. E sempre conto vento. Ci sono momenti in cui mi chiedo perché sono qui. E poi penso... nessuno ha mai fatto i 48 Stati in 48 giorni... Ci sarà ben un motivo? Sorrido e continuo a pedalare. E penso di nuovo a loro. A loro che non hanno nessuna possibilità di fare quello che sto facendo io. A loro che sono schiave della loro famiglia. A loro che vengono usate dai mariti. A loro che meritano una vita migliore. Sono loro la mia motivazione più grande.



2 commenti
Voto medio: 125.0/5
2016-06-13 08:46:30
arriviamo in ritarto ma questo non sminuisce la nostra volontà di contribuire e ci auguriamo magari di averti nel prossimo inverno a una delle nostre serate dove ci racconti l'avventura.
intanto ti allego quello che ha scritto un nostro socio quando ho lanciato l'iniziativa nel gruppo perchè ha colto nel segno quello che pensavo. Sseguira un bonifico per l'aquisto di una bici. Alberto accompagnatore di escursionismo ciclo del CAI Bologna
Colletta per: 48 stati, 48 giorni, 48 bici.
Quando Alberto ha postato su Facebook la proposta di contribuire a questa iniziativa, ho accettato subito, entusiasta. In genere diffido da iniziative apparentemente simili, ad es. non mi ha entusiasmato la campagna per dedicare il Nobel per pace alla bicicletta, troppo astratto, troppa enfasi, e infine fuori dalle regole. Questo progetto però è diverso, è concreto e anche se Paola Giannotti fa di queste imprese la sua professione, non di meno di impresa si tratta! Con le imprese si attira l’attenzione dei media, e così si possono coinvolgere tante persone che hanno l’opportunità di riflettere su una causa sociale e contribuire con un piccolo sforzo a realizzare un progetto teso a migliorare la vita degli altri, e di riflesso la nostra, facendo sì che il mondo sia ancora un po’ più bello, con l’intima soddisfazione di aver contribuito a renderlo tale.
Paola è una professionista, è una persona di grande determinazione, un’economista, una coach motivazionale e ha deciso di mettere le sue capacità al servizio di questo progetto: percorrere in bicicletta un percorso che in 48 giorni la porti ad attraversare 48 stati americani, e al tempo stesso raccogliere i fondi per donare (almeno) 48 biciclette a donne Ugandesi. Oltre all’impresa sportiva, c’è un progetto di micro-imprenditoria. La bicicletta è sì uno strumento di divertimento e di sport, ma anche un mezzo di trasporto, e come tale diventa uno strumento di lavoro. Serve per raggiungere la scuola, per trasportare beni al mercato, per consentire ad un medico di raggiungere un villaggio, per poter visitare amici e parenti lontani, dunque la biciletta è un mezzo di coesione sociale. Questa è una corda che risuona profondamente nei tesseratiCiclocai al pari di tanti altri gruppi sportivi. Per noi del Ciclocai, però risuonano anche altre suggestioni, colte al volo da Alberto: la bicicletta come mezzo di conoscenza di abitanti di sperduti paesi montani, per raggiungere punti poco accessibili, per godere della bellezza di un panorama, per ricordarci attraverso la fatica della pedalata, lo sforzo necessario per il raggiungimento di qualunque obiettivo. Ancora la bicicletta come possibile motore di uno sviluppo economico: l’abbiamo visto in questi ultimi anni, con lo sviluppo di lunghe ciclabili che attraversano l’Europa e le regioni italiane. Intorno a questi percorsi nascono punti di riparazione, di ristoro, si incentiva l’economia turistica, nascono figure di accompagnatori e guide ciclistiche. Percorrendo questi tracciati, spesso dovendoli individuare sulla carte escursionistiche o sul navigatore, s’incontrano altri viaggiatori, si incrociano gli sguardi, si offre o si ottiene aiuto/consiglio, si fa amicizia. Quindi sì la bicicletta favorisce la pace nel mondo e mi piace pensare che la nostra decisione di contribuire a questa colletta, presa intorno ad un tavolo dopo aver lavorato per la manutenzione di un sentiero, possa servire a diffondere uno spirito di fratellanza che va oltre l’aiuto materiale.
Massimo

Sergio
2016-05-25 16:53:25
Forza Paola, dai che hai passato il giro di boa. Ti auguro giorni meravigliosi col vento in poppa 😊😊😊

PAOLA GIANOTTI P.IVA: 10963470017
Torna ai contenuti | Torna al menu