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Imprese

IL GIRO DI PAOLA

Oltre 3.000 km e oltre 45.000 metri di dislivello per percorrere tutte le tappe del Giro d’Italia un giorno prima dei professionisti.

Ho chiamato la mia impresa IL GIRO DI PAOLA.

Ho deciso di pedalare per questi 3.000 km per ripercorrere le orme di Alfonsina Strada, unica donna che nel 1924 ha partecipato al Giro insieme agli uomini ma soprattutto per portare avanti la campagna disensibilizzazione “Io rispetto il ciclista”, ideata insieme a Marco Cavorso.

 

In queste 19 tappe non sono mai stata sola: ciclisti e amatori di tutta la nazione, uomini

e donne, giovani e anziani, si sono dati appuntamento per accompagnarmi in bici lungo il percorso.

L’aspetto più bello di questa esperienza è stato proprio condividere

chilometri di fatica insieme ad altre persone, tutte sconosciute, che mi hanno attesa per ore lungo il tragitto.

Ho pedalato in tutto il mondo, ma solo in Italia, il mio Paese, ho trovato tanta accoglienza e calore. Certi incontri rimarrano per sempre nel cuore come quello con Franco a Lamezia Terme, che ha visto morire otto amici travolti da un’auto; o con Marco, fratello del campione Michele Scarponi; con Davide Cassani, sostenitore della campagna di sicurezza e, ancora, con i genitori di Marco Pantani.

TRAVERSATA DEL GIAPPONE - Guinness World Record

Alle 21 ora locale del 1° giugno 2017 ho raggiunto Cape Sata, il punto più meridionale dell’isola di Kyushu, centrando l’obiettivo di attraversare tutto il Giappone in bici, da nord a sud, nel più breve tempo possibile.Partita il 24 maggio da Cape Soya, all’estremo nord, ho percorso 2.764 chilometri in nove giorni, con 16.700 metri di dislivello; un percorso impegnativo, caratterizzato da condizioni meteorologiche non sempre favorevoli, con temperature molto elevate alternate a pioggia e vento contrario. Ho consumato circa 75.480 calorie ma sono molto soddisfatta di aver portato a termine questa impresa, che ho vissuto con grande concentrazione e determinazione, pensando che presto sarei tornata in Uganda a proseguire l’importante progetto di charity iniziato nel 2016. Questa volta ho infatti raccolto i fondi per costruire una micro-officina e formare dei meccanici locali sempre in Uganda insieme ad Afica Mission Cooperazione e Sviluppo.

48 Stati in 43 Giorni - Guinness World Record

Il 1 Maggio sono partita per una nuova grande sfida battendo un secondo record del mondo: dopo essere la donna più veloce del pianeta ad aver fatto il giro del mondo in bici, volevo essere la donna più veloce ad attraversare i 48 stati attigui degli Stati Uniti in 48 giorni. Ma questa volta non è stato solo un record sportivo perchè la mia impresa è stata anche un’importante campagna di solidarietà per le donne dell’Uganda.

11.533 chilometri di solidarietà

La partenza è avvenuta nello stato di Washington all’estremo nord-ovest e si è conclusa del Maine a nord-est; 11.533 chilometri percorsi dal 1° maggio al 12 giugno, per un totale di 43 giorni, nei quali Paola ha pedalato per 560 ore, su e giù per 58.000 metri di dislivello. I numeri di questa impresa:

  • 48 Stati attraversati
  • 65.000 mt di dislivello
  • 1 deserto attraversato
  • 8 fusi orari
  • 500 borracce
  • 80 banane
  • 140 panini
  • 258.000 calorie bruciate
  • 6 zone climatiche diverse
  • 7 controlli da parte di sceriffi
  • 6 cicloturisti incontrati per strada.

73 bici per le donne dell’Uganda

Durante la sua impresa Paola ha raccolto i fondi per acquistare 73 biciclette che ha personalmente consegnato a 73 donne in Uganda insieme ad Africa Mission – Cooperazione e Sviluppo. Una bici per una donna in Uganda significa:

  • Libertà
  • Opportunità
  • Possibilità
  • Cambiare la propria vita

La bici in Uganda può salvare delle vite in caso di necessità, permette di accedere ai mercati locali, aiuta le persone a guadagnarsi da vivere, può essere usate per andare a scuola e garantirsi un’istruzione, o per raggiungere velocemente i pozzi e trasportare più facilmente l’acqua.

Da Milano ad Oslo pedalando

Obiettivo: Una pedalata verso Oslo per la candidatura della bicicletta come premio Nobel alla pace

Km: 2.000

Partenza: 16 gennaio

Arrivo a Oslo: 29 gennaio

Organizzazione: Radio 2 Caterpillar con Giro Libero

2.000km di pedalata per un nobile motivo!

Perché

  • La bicicletta è il mezzo di spostamento più democratico a disposizione dell’umanità
  • Permette a tutti di muoversi, poveri e ricchi. Riduce le differenze sociali.
  • La bicicletta non causa guerre
  • Riduce il bisogno di petrolio ed i conflitti si fanno spesso per il petrolio
  • La bicicletta cambia il modello di sviluppo
  • Ogni chilometro pedalato genera un beneficio di 16 centesimi di euro per la società, ogni chilometro percorso in auto provoca un danno di 10 centesimi. (Copenhagen Bicycle Account)
  • La bicicletta causa meno incidenti stradali
  • Più di un milione di persone muoiono ogni anno nel mondo per incidenti stradali causati dal traffico motorizzato. La bicicletta uccide raramente.
  • La bicicletta non inquina risparmiando le persone dal rischio di malattie e i sistemi sanitari dai costi delle cure.
  • La bicicletta aiuta a restare in salute.
  • La bicicletta è stata un strumento dei movimenti di liberazione e resistenza di molti paesi
  • In Italia, durante l’ultimo conflitto, è stata il mezzo di trasporto privilegiato dalle staffette partigiane.
  • Gino Bartali ha trasportato con la sua bicicletta documenti falsi che hanno messo in salvo ottocento ebrei perseguitati dal nazifascismo
  • La bicicletta è un strumento di crescita per l’infanzia
  • Rende i bambini autonomi e indipendenti
  • La bicicletta elimina le distanze fra i popoli
  • I cicloviaggiatori sono accolti ovunque con favore: la bici è un mezzo che comunica rispetto e avvicina le persone e le culture.

La bicicletta “È la chiave di movimento e lettura delle grandi città. Un contributo sociale. E non ha controindicazioni. Fa bene al corpo e all’umore. Chi va in bici, fischietta, pensa, progetta, canta, sorride. Chi va in macchina, s’incattivisce o s’intristisce. La bicicletta non mi ha mai deluso. La bicicletta è sorriso, e merita il Nobel per la pace”.
(Alfredo Martini, Marco Pastonesi, La vita è una ruota, Ediciclo, 2014)

Red Bull Trans-Siberian Extreme

Unica donna ad aver partecipato alla gara più estrema e dura al mondo, la Red Bull Trans-­Siberian Extreme.
UNICA DONNA A PARTECIPARE ho gareggiato in staffetta con Paolo Aste, ultracycler vicentino.
Il percorso si snodava lungo tutto il tracciato della Transiberiana. I numeri della gara:

  • Percorso: 9.200km da Mosca a Vladivostok
  • Durata: 287 ore
  • Tappe: 14 tappe da 300 a 1.400km
  • Prima edizione
  • 5 zone climatiche
  • 7 fusi orari
  • 58.000mt di dislivello

Percorso

Un viaggio che ha toccato Kostroma, Perm, Yekaterinburg, Omsk, Barabinsk, Novosibirsk, Krasnoyarsk, Tulun, Irkutsk, Ulan­Ude, Chita, Svobodny, Obluchye, Khabarovsk terminando a Vladivostok sulle sponde dell’Oceano Pacifico.

EMOZIONI: SIGNIFICATI DELL’IMPRESA

Sfida – Libertà – Adrenalina – Condivisione – Passione – Coraggio – Dedizione – Energia

PERCHE’ UNA NUOVA IMPRESA ESTREMA

Misurarmi in un’altra sfida

Vivere nuove emozioni da condividere sul mio Blog

Promuovere progetti sociali legati all’ambiente e al mondo femminile

Supportare la ricerca medica sui cambiamenti fisici in condizioni estreme

Giro del mondo - Guinness World Record

UN’AVVENTURA SPORTIVA DENSA DI SIGNIFICATI

  • 675.000 calorie..
  • 536 panini..
  • 270 barrette di cioccolata..
  • 1 alluvione..
  • 1 tsunami..
  • 1 terremoto..
  • 3 deserti attraversati..
  • 1 multa per divieto di transito..
  • 32 forature..
  • 405 banane..
  • 935 borracce..
  • 24 dogane..
  • 25 paesi attraversati..
  • 1 guerriglia tra mussulmani e buddisti evitata..
  • 2 caschi rotti..
  • 1 vertebra rotta..
  • 22 divise usate..
  • 14km in autostrada..
  • 110 giorni di vento..
  • 16 attacchi da cani randagi..
  • 25 statue di Buddha incrociate!

8 Marzo 2014 parto per il mio giro del mondo in bici. Conquistando un record da Guinness dei Primati.

29.430km in 144 giorni. Un sogno che maturo fin da piccola. Io, la bici, il mondo. Una sfida sportiva immensa ma soprattutto un’impresa sociale, culturale e umana. Ho delle regole da seguire. Scelgo il percorso che ritengo a me più idoneo, organizzo il team che mi accompagnerà in questa grande avventura, preparo i bagagli, la bici e parto.

Saluto Ivrea, la mia città natale per costeggiare la Francia, la Spagna e arrivare a Lisbona prima meta europea. Ora mi aspetta il sud America. Attraverso l’Argentina perdendomi nell’immensa e vasta Pampa.

Pedalo tra i gauchi superando le Ande e arrivo in Cile dove mi aspetta il deserto più arido del mondo. Il deserto di Atacama. Le temperature sono elevatissime e pedalo molto di notte. Un ricordo indelebile tatuato sulla mia pelle. Pedalare di notte sotto le stelle nel deserto. Tanto dislivello. Supero i 175.000 metri di dislivello in tutto il viaggio.

Il coast to coast negli Stati Uniti è magico e sorprendente. Pedalare lungo la costa della Florida, tra i pozzi petroliferi texani, lungo le strade di New Orleans, tra le riserve indiane del New Mexico e nel deserto dell’Arizona è stato affascinate e unico. Il 16 maggio 2014 una macchina vicino a Phoenix mi ha travolto interrompendo il mio viaggio. Dopo aver portato il collare per 3 mesi perché mi sono rotta la quinta vertebra cervicale sono ripartita là dove si era interrotto il il mio sogno. Circa 215km al giorno di emozioni pure.

Ho attraversato l’Australia prima di immergermi nella cultura asiatica. Pedalare tra le moschee con le preghiere dei muezzin e tra i templi buddisti mi ha ricordato quanto sia affascinate rapportarsi con tanti popoli diversi. Ho concluso il mio viaggio da Istanbul a Ivrea portando a casa 29.430 km in 144 giorni, un Guinness World Record e un’impresa umana, sportiva e sociale immensa.

Un’impresa di questo tipo è da capire profondamente. Ciò significa comprendere il viaggio, il mio sogno, le mie emozioni, la mia determinazione, la mia voglia di contribuire alla creazione di un mondo migliore. Un’avventura sportiva densa di significati: un viaggio interiore alla ricerca della soddisfazione personale, un piccolo contributo per cercare di risvegliare l’umanità assopita e rinchiusa dalle leggi umane ed economiche e sensibilizzarla sulla tutela della natura e dell’ambiente in cui viviamo.

Keep Brave ha portato avanti un progetto legato all’ecosostenibilità con il Politecnico di Torino rilevando la qualità dell’aria nei Paesi attraversati.

L’ho fatto con l’orgoglio di essere una donna tenace e sportiva, la prima donna italiana e seconda al mondo ad attraversare in bicicletta quattro continenti e ventincinque paesi in 144 giorni.