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Ognuno di noi è unico

Ognuno di noi è unico

Oggi mentre pedalavo riflettevo sulla routinarietà (si scriverà così??)
Pedalare e pensare. Pensare e pedalare. Pedalare e pensare.
Mi succede molto spesso (quando il mio cuore me lo permette :). 
E così pensavo che io non sono mai stata routinaria.
Mi stufo in fretta della monotonia della routine giornaliera.
A meno che non abbia un obiettivo.
Certo che se so che devo battere un record e quindi mantenere una media di 300km al giorno in bici per 40 giorni allora le mie giornate diventano routinarie.

Allenamento. 
Alimentazione corretta. 
Nanna presto. 
Costruzione del progetto. E così via…

Ma forse se ci penso bene neanche quello è routinario perché ogni volta è qualcosa di nuovo.
Ogni volta è un nuovo progetto. Ogni volta c’è l’adrenalina del dire ma ce la farò.. arrivero’ abbastanza preparata.. troverò gli sponsor? E se mi faccio male prima di partire?

Partire…
Quella parola che nel mio libro ho scritto tante volte.. la partenza.. il lontano.. la ricerca continua del lontano.. del diverso..del nuovo..della sfida.. Sfida contro chi?
Contro di me.. per dimostrarmi che posso arrivare dove voglio arrivare. Che se ho un obiettivo in testa lo raggiungo.
E quindi mi invento progetti, sfide, sogni.
Ed è tutto stupendo. Ma poi mi chiedo.. potrà essere così per sempre?
Più volte mi sono detta “Paola questa è l’ultima”
E poi tutte le volte mi dico.. “dai ancora questa e poi basta”

Spesso quando sono scarica, quando non riesco ad ottenere dei risultati guardo con “invidia” chi ha la propria routine giornaliera. Chi sa ogni mattina dove deve andare. Chi sa che a fine mese gli arriva sempre lo stesso stipendio. Chi sa che se sta male al massimo puo’ stare a casa. Chi non si deve inventare ogni mattina un progetto nuovo. Chi rischia poco.

E poi mi chiedo.. ma io sono scappata da tutto questo.. perché?
Perché ognuno di noi è diverso. Ognuno di noi interpreta la routine in modo diverso.

Per qualcuno è libertà. Libertà del non dover pensare e decidere continuamente cosa fare. Del non dover rischiare. Del non doversi invernare ogni momento un nuovo progetto. Del non doversi sempre mettere in gioco. 
Per molti è sicurezza. E’ protezione. E’ automatismo.

Ma per me è prigione. E’ chiusura. E’ noia. E forse lo sarà per sempre. Perché il Lontano e il mettermi continuamente in gioco probabilmente non smetteranno mai di bussare alla porta del mio cuore e dire “Noi ci siamo, sei pronta?”

E non c’è un giusto e uno sbagliato. Non c’è un meglio e un peggio. 
C’è solo l’essere quello che siamo.

Che siamo routinari. Avventurieri. Sedentari. Sportivi. Ombrosi. Felici. Creativi. Precisi.

Siamo noi. E siamo unici. Dobbiamo solo imparare ad apprezzare la nostra unicità. E ad accettarci per come siamo. Perché non dobbiamo cambiare per nessuno. Non dobbiamo pretendere di essere diversi. Ma dobbiamo solo ascoltarci. Perché solo così potremmo essere quello che siamo. Veramente.
E ognuno di noi è pura magia nella sua unicità.

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Ognuno di noi è unico

di Paola Gianotti Tempo di lettura: 2 min
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