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Smettiamola di ipotizzare ogni giorno come sará la nostra vita e iniziamo a vivere

Smettiamola di ipotizzare ogni giorno come sará la nostra vita e iniziamo a vivere

Quando avevo 25 anni pianificavo e immaginavo tutto. Avevo da poco finito l’università e pensavo: adesso lavoro 100 ore al giorno per diventare manager in qualche grande azienda (chissà poi perché..). 
Poi A 31 mi sposo. 
A 33 faccio il primo figlio. 
A 35 il secondo. 
A 37 il terzo. 
Avrò una casa a Ivrea con giardino e lo sport sará la mia passione numero uno.
Volevo ordinare la mia vita.
Volevo costruirla pezzo per pezzo pianificandola ogni anno. 
Nessuno mi aveva mai detto che non si poteva fare.
Nessuno mi aveva detto che ogni giorno sarebbe stata una sorpresa da ovetto Kinder. 
Nessuno mi aveva mai detto che la vita non si può pianificare.

L’ho capito da sola. 
E infatti non é andata come avevo pianificato.
A 25 anni ho iniziato la pratica da commercialista.
A 26 sono andata a vivere a Milano.
Da lì sono scappata perché non sono da tacchi e tailleur (come chissà perché mi ero immaginata) e sono ancora meno da numeri e pianificazione.
A 28 ho aperto la mia società che doveva sfondare. L’unica che si é sfondata sono stata io.
A 31 inevitabilmente la devo chiudere.
A 32 decido di fare il giro del mondo in bici (mai lontanamente ipotizzato prima).
E da qui la storia la conoscete.
L’unica costante é rimasta che lo sport é la mia vita.

Smettiamola di ipotizzare continuamente cosa succederà.
Ogni cosa che ci succede é importante.
É un esperienza. 
Diventa lo zaino con cui affrontiamo la nostra vita.
Non é mai troppo tardi. Non c’è mai un tempo giusto.
Non viviamo scanditi dalle lancette dell’orologio.
Non guardiamo i tempi dei nostri amici. Ognuno ha un percorso diverso. Ognuno ha il proprio orologio. 
Viviamo per imparare. Per crescere. Per sperimentare.
Viviamo per vivere.
Io stessa mi faccio prendere spesso dall’ansia dell’età. Dal non riuscire a fare tutto quello che desidero in questa breve vita.
Ma poi se mi fermo. Se mi ascolto. Se mi guardo dentro penso: ho riempito il mio zainetto con tante di quelle esperienze che non ci stanno neanche tutte. 
E soprattutto penso: anche se non avevo pianificato tutto questo la mia vita é una figata, una vera e propria figata!
E la vita di ognuno di noi é meravigliosa se non la facciamo scandire da un orologio.

Guardate dentro il vostro zainetto e quando troverete le esperienze più dolorose ricordatevi che sono quelle che vi hanno fatto crescere di più.

Ma poi concentratevi su quelle più emozionanti. E cercate con attenzione tutto ciò che ha scaturito in voi un sorriso. E mettete queste esperienze nella parte alta dello zainetto per ricordarvi che sono le più importanti.

E infine mettete lo zainetto sulle spalle guardando l’orizzonte e iniziate a camminare. Senza meta ma con grinta, determinazione e sorriso. E il vostro viaggio sarà una continua meravigliosa scoperta.

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Smettiamola di ipotizzare ogni giorno come sará la nostra vita e iniziamo a vivere

di Paola Gianotti Tempo di lettura: 2 min
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